Bruno Reichlin

Intervista a Bruno Reichlin

a cura di Nicola Navone, Matteo Iannello, Orietta Lanzarini

28 novembre 2018

Archivio del Moderno, Balerna

Bruno Reichlin è nato a Lucerna (Svizzera) nel 1941. Si è laureato in architettura nel 1967 presso il Politecnico Federale di Zurigo e ha seguito i corsi estivi di semiotica all’Università di Urbino nel 1971 e nel 1972. Dal 1969 al 1970 è stato assistente di Giovanni Klaus König all’Università di Firenze e dal 1972 al 1974, con Fabio Reinhart, di Aldo Rossi all’ETH dove ha ricoperto il ruolo di collaboratore scientifico all’Institut für Geschichte und Theorie der Architektur (1972-1981). È stato professore invitato a Nancy (1983-1984); professore d’École e poi ordinario all’Institut d’Architecture dell’Università di Ginevra (1984-2006) dove ha promosso e diretto il DEA (Diplôme d’études approfondies) in “Sauvegarde du patrimoine bâti moderne et contemporain” da cui è nata la scuola dottorale. È stato infine professore aggregato all’Accademia di architettura di Mendrisio, Università della Svizzera Italiana (2002-2011), dove ha promosso e dal 2009 è stato co-responsabile, con Franz Graf e Roberta Grignolo, del progetto di ricerca “Enciclopedia critica per il riuso e il restauro dell’architettura del XX secolo”. Dal 2002 collabora con l’Archivio del Moderno di Mendrisio, di cui è stato membro del Comitato scientifico dal 2004 al 2011 
In qualità di storico e critico ha aperto nuovi campi di indagine, occupandosi precipuamente della messa a punto di strumenti critici volti ad analizzare «tutti i modi di esistenza» dell’oggetto architettonico. Nel ruolo di curatore, e talvolta allestitore, di mostre di rilievo internazionale ha riletto criticamente movimenti e protagonisti dell’architettura del XX secolo. Come architetto ha realizzato con Fabio Reinhart, con cui ha condiviso lo studio professionale di Lugano dal 1970 al 1988, la casa Tonini a Torricella (1972-1974) e la casa Sartori a Riveo (1976-1977); gli interventi di restauro e trasformazione del Palazzo pretorio di Sornico (1974-1975), della chiesa di San Carlo in Val di Peccia (1971-1979), della casa del cavalier Pellanda a Biasca (1976-1988), oltre all’elaborazione di diversi progetti tra i quali quello per la villa di Andrej Tarkovskij a Roccalbegna, Toscana. Dal 1975 al 1981 ha aperto uno studio anche a Zurigo con Marie-Claude Bétrix e Eraldo Consolascio con i quali ha realizzato la fabbrica Sferax a Cortaillod (Neuchâtel, 1977-1982) e il deposito Berani a Uster (Zurigo, 1980-1982). Con Gabriele Geronzi ha progettato mobili per Molteni. 
Da tempo i suoi interessi, sia didattici che professionali, sono orientati verso il riuso e il restauro dell’architettura moderna e contemporanea ed è membro del Comité des experts pour l’oeuvre architecturale della Fondation Le Corbusier e della Commission Nationale des Monuments Historiques dello stato francese.